Su Lucia Iacomella
- Profilo del lettore
Nome: Lucia Iacomella
Lingua: Italiano
Città: Berlino
Nazione: ITA
Libri: 19
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[ Consiglio per un libro di Lucia Iacomella ]
Dopo la morte improvvisa per infarto del dispotico padre e la successiva scomparsa della madre a causa di una lunga malattia, i tre adolescenti Jack, Julie, Sue e il piccolo Tom si ritrovano ad essere completamente soli e abbandonati a se stessi in una condizione di degrado crescente.
Per il timore di venire separati e di finire in un orfanotrofio, decidono di seppellire la madre in cantina, facendo sparire il corpo in una colata di cemento. L’isolamento sociale in cui la famiglia ha sempre vissuto fa sì che nessuno, né i vicini di casa né gli insegnati a scuola, si accorga dell’accaduto mentre i quattro ragazzi, privi di una guida adulta, devono far fronte alle necessità quotidiane.
Accanto ai piccoli conflitti che li vedono protagonisti si sviluppa ben presto però tra i quattro fratelli un legame fortissimo, a tratti morboso che, al contempo, è rinsaldato fortemente dal terribile segreto che condividono.
La comparsa del ragazzo di Julie, Derek, invidioso del rapporto esclusivo che lega i quattro e disperatamente desideroso di farne parte, costituirà un serio pericolo non solo per la stabilità ma per l’esistenza stessa dell’anomala famiglia.
In questo suo intenso romanzo d’esordio che, per alcuni aspetti, richiama alla memoria 'Il signore delle mosche' di William Golding, Ian McEwan concentra la propria attenzione e la narrazione stessa sulla figura del quattordicenne Jack.
Refrattario anche alle più elementari norme in materia di igiene personale, Jack trascorre le giornate chiuso nella propria stanza masturbandosi oppure cercando goffamente di avvicinarsi a Julie, Sue e Tom, che invece tendono a escluderlo ridicolizzandolo. Su tutti grava però non solo il peso dell’impossibilità di parlare di ciò che è accaduto ai fini di elaborare il dolore della perdita ma, soprattutto, l’assoluta mancanza di consapevolezza della lucida follia che ha portato alla decisione di occultare il cadavere della madre facendo finta che nulla fosse accaduto.
Ed è proprio la capacità di portare avanti una narrazione che si costituisce sull’assenza, che si basa su una sistematica rimozione del vissuto ma che, allo stesso tempo e per inverso, non fa che sottolineare, rilevare tutti i segni di una presenza costante e terribile che rende 'Il giardino di cemento' tanto interessante. Con questo romanzo l’autore, prendendosi per certi versi gioco dei sensi, è stato in grado di celare tanto all’occhio del lettore pur riuscendo in modo efficacissimo e vario a sottolineare l’ingombrante presenza che muove questo tragico, raccapricciante racconto.
[ Informazioni sul libro ] McEwan, Ian: Il giardino di cemento.
(Lingua del libro: Italiano) trad. di Stefania Bertola.
Einaudi,
Torino, 1994
(1978).
ISBN: 88-06-13559-7.
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