Su Vassili Battain
- Profilo del lettore
Nome: Vassili Battain
Lingua: Italiano
Città:
Nazione: ITA
Libri: 8
![]()
[ Consiglio per un libro di Vassili Battain ] Leggere Vonnegut è come ascoltare un racconto narrato da un vecchio amico. In questo senso “Mattatoio N.5” è davvero un novel: così sintetico, a volte paratattico, dai brevi paragrafi in cui il filo contorto di questa storia terribile si dipana, entra nei nostri pensieri con la naturalezza del suo tono colloquiale; ma rimane vivido il ricordo del particolare, grazie ad una descrizione pungente del paradosso dietro la banalità degli eventi, veloce e illuminante come un lampo, come i continui ed istantanei flashback che portano avanti e indietro nel tempo - un tempo immobile e relativistico - il protagonista, Billy Pilgrim, il pellegrino della Storia! Questo pellegrino ci mostra, con gli accadimenti della propria vita, come ben altra cosa sia da un lato la storiografia, ufficiale e non, che racconta i fatti secondo un preciso punto di vista – solitamente quello dei vincitori -; e ciò che dall’altro lato (della barricata) è vissuto dagli Uomini - con le loro emozioni, pensieri, meschinità ed eroismi - divenendo, nel momento in cui viene svelato nella propria tragicità, ben più incontestabile ed autentico. Anche di Auschwitz si cerca di negare l’esistenza, ma i dati della “parte avversa” dimostrano che chi nega l’Olocausto mente o è uno stolto o un neo-nazista. Quasi sempre queste tre cose insieme. Nient’altro. Così l’Autore, con questo romanzo sofferto, scritto e riscritto, abbandonato e ripreso e, in poche parole, a lungo rimandato, ci offre il dono della verità dei vinti: ci spiega con una purezza spesse volte lapidaria l’assurdità e l’orrore della guerra. Perché di questo si tratta: di un epitaffio che rende omaggio alle vittime innocenti di un genocidio dimenticato, di una strage omessa, di una follia talmente immotivata che, al pari di Auschwitz o Hiroshima, non trova nessuna giustificazione “storiografica” plausibile. Nonostante questo o, forse, anche per questo, la scrittura piana e tranquilla di Vonnegut è ricca di autoironia e fatalismo, di momenti alti e indimenticabili e di scene picaresche; mentre per tutto il libro scorre forse la domanda che chiede un senso a questa casualità, e la cui sola risposta che non paia sciocca è proprio la più banale: “così va la vita”. Questa battuta è ripetuta lungo tutto il libro un’infinità di volte, ma ogni volta l’Autore pare voler sancire un patto con l’inaccettabile orrore di cui fu testimone: così va la vita, ma in realtà la vita non dovrebbe andare così; allora, se si può accettare che una città venga bombardata fino ad essere rasa al suolo e divenire un «paesaggio lunare», si può anche scegliere di credere in un popolo di extraterrestri per cui tutto ciò che è stato, che è, e che sarà, non è che un paesaggio cristallizzato dove nessuno muore, nel quale i continui salti nel tempo del protagonista, sono salti nella memoria - perché il tempo è scandito dalla nostra memoria - per non dimenticare tutti coloro perduti lungo il cammino.
[ Citazione ] "Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di comprendere sempre la differenza."
"Tutto era bello e nulla stonava"
[ Informazioni sul libro ] Vonnegut, Kurt: Mattatoio N. 5.
o La Crociata dei Bambini (Danza obbligata con la morte).
(Lingua del libro: taliano)
Feltrinelli,
Milano, 2003
(2003).
ISBN: 88-07-01637-0.
Nessun risultato trovato