Su Alessandro Beretta
- Profilo del lettore
Nome: Alessandro Beretta
Lingua: Italiano
Città: Milano
Nazione: ITA
Libri: 2
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[ Consiglio per un libro di Alessandro Beretta ] Raccontare il trauma che manca a un’intera generazione, ricostruirlo nella memoria andando a cercare gli amici testimoni. È attraverso questo lavoro di ricerca che la voce narrante dell’ultimo romanzo di Nicola Lagioia ci porta in una città e in un’epoca: Bari, negli anni Ottanta. Con un procedimento paradossale, di arrovellamento intorno a un vuoto da cui siamo cresciuti: l’esplosione della televisione commerciale, le ascese improvvise della nuova borghesia imprenditoriale, Chernobyl, la tragedia di Heysel, quando si giocò la finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool nonostante i morti, la musica e la droga. Esperienze, alcune reali e altre filtrate dalla televisione, ma nessun vero trauma. Allora il lavoro del narratore fallisce, inesorabilmente, ma il fascino dell’errore, la speranza che la ricerca trovi una soluzione, cattura nelle pagine. Nicola Lagioia racconta le vicende di un gruppo di ragazzi, delle adolescenze e delle speranze, e la loro formazione, accompagnandole con una scrittura carica di improvvisi spostamenti metaforici, una scrittura anche crudele nella sua precisione. Due giovani eroi, l’apparentemente perfetto Vincenzo e Giuseppe che si perderà nelle peggiori strade, e un narratore che li guarda, li racconta, che vive il suo primo amore e vent’anni dopo cerca di capire che fine hanno fatto i suoi amici. La ricostruzione dei destini, allora, diventa anche un discorso sulla traiettoria in discesa del nostro paese che filtra da ogni pagina del libro, come nel racconto delle famiglie dei ragazzi, tutte, più o meno, invischiate con la criminalità organizzata che fa da sfondo all’economia della zona. La stessa criminalità che si dedicherà al mercato della droga. La droga entra in scena nel quartiere periferico barese di Japigia, dove i ragazzi di famiglie borghesi, compresi i protagonisti, vanno per evadere dalla vita che ancora non è iniziata. Lì l’eroina e i tossicodipendenti sono raccontati come se fossero un altro popolo alternativo alla realtà, inconsciamente indipendente e parallelo, con un fascino stretto alla loro alienazione: ma è un fascino inevitabilmente distruttivo. Nello spostamento continuo dell’esplosione del dramma, allora, l’autore riesce a costruire un romanzo su una sensazione che crediamo sia tra le più difficili da mettere in scena: l’attesa di un evento che non accadrà o, nel ricostruire il passato, che non è mai avvenuto. Raccontare il vuoto di una generazione e capire che è un fondamento: è così che Lagioia si conferma come una delle migliori voci della nuova narrativa italiana.
[ Citazione ] I cambiamenti scavano la fossa al vecchio mondo in modo che il suo crollo sia spesso molto silenzioso. È così che cambiano gli uomini – una smorfia, uno scatto di nervi, una parola al posto di un’altra parola –, è in questo modo che da un momento all’altro noi non siamo più noi stessi.
[ Informazioni sul libro ] Lagoia, Nicola: Riportando tutto a casa.
(Lingua del libro: italiano)
Einaudi,
Torino, 2009
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ISBN: 978-88-06-19712-4.
Genere: romanzo
Parole chiave: mediterraneo, droga, biografia
Lingue (consiglio di lettura): Italiano