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La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Buzzati, Dino

Consiglio
Era l’anno 1945, carico di eventi che mutarono la storia dell’Europa. Forse per questa ragione un’invasione relativamente minore passò inosservata: quella degli orsi in Sicilia. In quell’anno, sul “Corriere dei Piccoli”, appariva questo racconto a puntate di Buzzati, che ci raccontava la favolosa storia di Re Leonzio alla ricerca di suo figlio Tonio, rapito da piccolo e mai più tornato tra le montagne della Sicilia. Per questa ragione, e per donare al suo popolo una terra più ospitale, Re Leonzio decise di sfidare gli uomini della pianura e scendere a valle, contro i bastioni e i fucili degli umani. Da questo momento, vertiginosamente si susseguono gli eventi, in una storia dove Buzzati ha sciolto e mescolato il suo poliedrico talento in ogni dove. La prosa è alternata da filastrocche in rima e le tavole illustrate a colori sono opera di Buzzati stesso, a rivelazione di un amore ed una cura artigianale per questa meravigliosa novella. In questa favola non troveremo dei teneri e dolci Hansel e Gretel in lotta contro streghe cattive: qui il confine tra il giusto e lo sbagliato, tra l’eroe e il malvagio sono spesso indistinti, così come di solito avviene. Questo modo di considerare la realtà e di narrarla nelle favole è un modo tutto nostro, di noi Italiani, da sempre amanti della burla, di personaggi irrispettosi e geniali. Amanti dei Pinocchio e dei Giamburrasca. Questo sapore incerto di dolce e di amaro, così come la consapevolezza che ogni personaggio non è solo buono o cattivo, è uno dei motivi per cui la favola è capace di attirare anche lettori adulti, che troveranno, oltre al livello narrativo, anche un’allegoria per niente banale sull’eterna lotta tra il bene e il male. Il Prof. DeAmbrosiis, per esempio, è un negromante in possesso di una bacchetta magica particolare, capace di compiere soltanto due incantesimi prima di tornare un volgare pezzo di legno. Posso anticipare, senza togliere niente al gusto della lettura, che il Prof.De Ambrosiis, inizialmente al servizio del Granduca, si rivelerà una figura ben più complessa. E lo stesso avviene per il popolo degli orsi, che una volta conquistata la Sicilia, verrà a trovarsi a contatto con il vizio e la decadenza. Ma queste considerazioni forse possono passare semplicemente inosservate di fronte ad una storia che ci permette di tuffarci per qualche ora in un mondo immaginario, ma non troppo, popolato da personaggi quali il Sire di Molfetta, comandante di un esercito di agguerriti cinghiali da battaglia e l’orso Smeriglio, che in un atto di altruistico eroismo, si getterà tra le fauci del Gatto Mammone con una granata stretta in mano. E poi Trolls, serpenti di mare e fantasmi. Niente, comunque, di fronte a nemici ben più sottili che il valoroso popolo degli orsi si troverà ad affrontare, come la conquista del potere e i vizi degli uomini.

Citazione
Ma una sera arrivò un messaggero.
Annuncia: sui monti un serpe nero!
Il serpe poi risulta fatto di puntini:
sono gli orsi, con orse ed orsettini.
"Gli orsi?" ride il Granduca. "Ah! Ah! Ah!
la vedremo chi vincerà!" 


Genere: libro illustrato
Lingue (consiglio di lettura): Italiano


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